La Dott.ssa Monica Nali, che sta seguendo un percorso per divenire Mental Coach di Primo Livello, ci offre un’attenta analisi del libro “Coaching” di John Whitmore.

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Coaching è un libro che fa vivere il coaching all’interno dell’organizzazione, offrendo molteplici spunti e stimoli per applicare in concreto la teoria. È una fonte di ispirazione quotidiana. Trovo questo libro come un manuale che mi può accompagnare in questo percorso, da rispolverare di tanto in tanto per avere spunti di miglioramento.

Gli insegnamenti appresi e utili sono molteplici…

Il significato del Coaching sotto diversi punti di vista. Il coaching è una leva che porta a performance eccellenti, permette di esplorare ed utilizzare il potenziale elevato che ogni persona racchiude in sé, fa emergere le idee, è un modo di essere, è intelligenza emotiva in pratica (abilità chiave: coscienza di sé, gestione di sé, coscienza sociale e gestione delle relazioni), competenza fondamentale per una leadership di successo.

Leadership e sue qualitàValori personali da tradurre in principi guida; Vision ampia e profonda (capacità di immaginare e sognare ed essere in grado di comunicarla attraverso un’immagine che ispiri); Autenticità (per essere ciò che si è senza paura di mostrarlo, è necessario acquisire l’abilità di diventare osservatori di sé stessi); Agilità (capacità di essere flessibile, di cambiare, innovare, rinunciare, svincolarsi dai creo passati e liberarsi dalla paura dell’ignoto, fai qualcosa di diverso ogni giorno); Allineamento (non solo a livello aziendale ma anche interiore, tra le diverse subpersonalità).

Leadership e Coaching: bisogna guardare al potenziale delle persone, non alle loro performance passate. È importante ricordare che il potenziale delle persone può essere bloccato dalla paura del fallimento, dalla mancanza di sicurezza in sé. Credere nelle persone aiuta a liberare il loro potenziale. Crea Coscienza e Responsabilità ottenendo risultati quali l’apprendimento potenziato, un’elevata produttività, una migliore comunicazione e collaborazione interna, l’equilibrio vita-lavoro, un maggiore coinvolgimento.

Coscienza e Autocoscienza dove la Coscienza è il prodotto dell’attenzione mirata e della concentrazione, sapere ciò che accade attorno a sé; l’Autocoscienza è sapere cosa stai percependo. La pratica della meditazione e una modalità efficace per favorire coscienza e autocoscienza. Alimentare un’attenzione conscia significa dare spazio a input rilevanti/di qualità e feedback; questo permette di scoprire lo “scopo” (il nostro intento ad intraprendere una serie di azioni), diverso dal “senso” (il significato che attribuiamo ad un evento).

Possibilità di scelta e piena presa di Responsabilità sono indispensabili per performance ottimali. L’apprendimento avviene quando si esce dalla zona di comfort! Per generare il passaggio dall’incompetenza conscia alla competenza inconscia e indispensabile esercitare l’osservazione della realtà senza giudizio (senza passare dalla competenza conscia, es. tramite istruzioni sul come fare)

Coaching trasformazionale: la crescita di una persona avviene rispetto a due dimensioni (spirituale/qualitativa e psicologica/quantitativa). Attraverso il Coaching e l’esplorazione delle diverse subpersonalità della persona, aumenta l’autocoscienza e l’auto-responsabilità, la persona fa un passo indietro, si osserva e si mette nelle condizioni di scegliere, può riconoscere il potenziale positivo insito in un problema.

Strumenti utili: la Visualizzazione, per il buon esito degli incontri (siano essi di coaching o riunioni aziendali) mi prenderò qualche minuto prima per stabilire la mia intenzione. Considerare sempre il coachee/collaboratore un pari con tutte le capacità di superare gli ostacoli, realizzando il proprio potenziale, con fiducia massima e assenza di giudizio. Essere curiosi. Domande efficaci generano la presa di coscienza e la responsabilità, promuovono pensiero proattivo e concentrato, attenzione e osservazione. Domande aperte (cosa, chi quando, quanto – evitare come e perché) o focus sui dettagli, sondare sempre più nel profondo (cos’altro? cosa veramente? cosa esattamente? precisamente cosa? cosa ancora?). Seguire le risposte del coachee. Non porre domande a cui non si è disposti a rispondere in prima persona. Ascolto attivo: elevata attenzione alle risposte del coachee; non solo parole ma anche tono di voce, linguaggio del corpo. Dare riscontro, riassumere usando le parole del coachee, rispecchiare, parafrasare. Esercitare l’autocoscienza: il coach si deve monitorare. Riconoscere il TRANSFERT (spostamento di emozioni e pensieri da relazione passata a presente) e il CONTROTRANSFERT (la risposta al transfert perpetuando comportamenti che arrivano dal passato). Cercare il potenziale, non le performance. Ascoltare con il cuore.

Il Modello G.R.O.W.:
*GOAL: obiettivi che puntino in alto per ispirare, espressi in forma positiva, ricordare di settare nella sessione gli obiettivi di più ampio respiro e della conversazione presente. **REALITY: massima oggettività e coscienza (esterna e interna) per ottenere input di elevata qualità, valutare se serve rimettere a fuoco gli obiettivi, descrizione e non giudizio, verificare il collegamento del fatto con obiettivo. ***OPTIONS: la quantità delle opzioni è più importante della qualità e della fattibilità; usare domande “E se…”, espandere la creatività: 1. Cosa faresti se fossi…?, 2. Entrare in una delle subpersonalità, 3. Creare metafora, 4. Fare brainstorming; mappare le opzioni e scegliere la/le migliori in termini di costi benefici. ****WILL: 1. costruzione del piano d’azione: essere molto specifici e precisi, collegare l’impatto dell’azione con l’obiettivo, verificare possibili ostacoli, possibili supporti necessari/esistenti, verificare la motivazione usando una scala; il piano deve essere scritto. 2. Follow up/feedback: informarsi, non sorvegliare; è una fase di apprendimento, modello GROW per il feedback (Goal: obiettivo sessione; Reality: cosa è andato/andando bene?; Options: cosa fare in modo diverso?; Will: quale apprendimento e impatto sul futuro?)

COACHING VS TEAM (Team Leader = Coach):
L’obiettivo è creare coscienza collettiva, generare co-responsabilità e allineamento all’interno del team. 4 fasi: Inclusione per senso di appartenenza, Affermazione individuale, Cooperazione con parallelo mantenimento della tensione all’interno del team, Co-creazione e cultura dell’interdipendenza. Modello GROWRiflessioni per la creazione di un buon lavoro di squadra: Scenario ideale? Scenario peggiore? Quale il modo migliore per realizzare lo scenario ideale? Quali risorse/punti di forza? Quali ostacoli/rischi? Quali permessi dagli altri per alimentare la cooperazione? Cosa fare in situazioni difficili? Cosa fare come team? E cosa individualmente? (a seguire fase di review). Mantenere focus su senso e scopo. Dedicare tempo. Apprendere una nuova abilità insieme.

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Qui di seguito un breve profilo della Dott.ssa Monica Nali (laureata presso l’Università Bocconi di Milano nel 1991)

Passione e orientamento ai risultati hanno caratterizzato gli oltre 25 anni di esperienza nel marketing e nel trade marketing di aziende nel largo consumo. Buona conoscenza dei mercati europei e dei diversi canali distributivi (on premise, off premise e on the go). Competenze nello sviluppo di strategie di marketing e trade marketing e creazione ed implementazione dei relativi piani di attivazione. Mi hanno sempre riconosciuto capacità di guidare team in modo strutturato nella gestione dei progetti.

Il forte interesse e la passione verso la comprensione della persona e l’espressione del suo potenziale nell’ambito delle organizzazioni e nella vita di tutti i giorni mi hanno fatto progressivamente avvicinare al mondo del coaching, un mondo e una dimensione affascinante.

Mail: nalimonica@gmail.com

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