Un articolo dedicato a Vincenzo Catalano, certificato Mental Coach da Bocconi Sport Team e University Coaching.

Vincenzo Catalano, nasce a Milano il 30 giugno 1969, a due passi da piazzale Loreto. La sua storia è quella di un bambino con una famiglia tradizionale di origini lucane, con un’infanzia felice a Milano. Poi nel 1980 la famiglia Catalano si trasferì a Desenzano del Garda, per seguire papà Luigi, capo stazione. Quando Vincenzo aveva undici anni subì un grave incidente che segnò la sua vita: stava giocando in una casetta per il ricovero attrezzi quando scoppiò un incendio. Faceva molto caldo, forse una bottiglia di alcool lasciata al sole ne fu la causa. I suoi pantaloncini presero fuoco, e la sua gamba destra rimase ustionata fino all’anca: sei mesi di ospedale, 26 interventi di ricostruzione muscolare e tendinea con trapianti di carne presa dai glutei e dalle gambe. Vincenzo camminò con stampelle e sedia a rotelle per due anni, dagli 11 ai 13 , poi iniziò una lenta ripresa.

Questi due anni di immobilità lo appesantirono nel corpo e nello spirito, poi in lui scattò qualcosa. A 16 anni si iscrisse in una palestra, e per perdere ulteriore peso iniziò a correre, con andatura goffa e scorretta; di lì a poco iniziò anche a pedalare e nuotare. Ancora oggi ha solo il 40% di mobilità alla caviglia destra. A 17 anni la sua prima gara di triathlon, da lì è realmente iniziato il suo viaggio nel mondo dello sport.

Nel 1995 Vincenzo partì per il servizio militare nei paracadutisti della Folgore, dove nascose il suo handicap. Nessuno se ne accorse: una fascia elastica, millantando uno strappo, copriva tutto. Nei test fisici era sempre il migliore. Tre anni nella Folgore, i gradi di capitano al congedo, la volontà di rimanere lì per sempre e una laurea in architettura che lo attendeva.

Dal suo primo Ironman Triathlon (3,8 km nuoto, 180 km bici e 42 km corsa) corso nella base americana di Camp Darby a Pisa durante i suoi anni nella Folgore; Vincenzo ha collezionato ad oggi 257 finish line; ovvero ha portato a termine 257 volte la distanza ironman. Nello specifico, Vincenzo corre anche gare superiori alla distanza ironman: vere e proprie prove di resistenza ai limiti della sopportazione umana; prove che durano dai due giorni alle due settimane. Periodi durante i quali Vincenzo corre per ventidue ore al giorno, ne dorme due, e poi riprende a correre.

Il giornale di Brescia e Bresciaoggi (clicca sul link per leggere gli articoli), che gli hanno dedicato tante pagine, lo definiscono spesso “l’architetto di ferro”, esaltandone le doti fisiche ma soprattutto mentali. Nel 2005, dopo uno dei tanti record a livello mondiale stabiliti da Vincenzo (in particolare quello dei 31 ironman corsi in un anno, quando la media di un buon atleta arriva massimo a tre!) il CNR di Pisa, Istituto di Fisiologia Clinica, si interessò a lui. Gli scienziati pisani erano curiosi di scoprire quali doti fisiche, fisiologiche e psicologiche avesse Vincenzo, per arrivare a fare tanto. Il protocollo di studio durò tre anni (2005-2008), Vincenzo si sottopose a test in qualsiasi condizione climatica (Dubai, Everest, apnea in camera iperbarica) e coinvolse altri trenta atleti, a paragone. Dopo tre anni il responso fu banale quanto eccezionale: Vincenzo ha parametri fisici e fisiologici al di sotto della media di un atleta di scarso livello!

Il monitoraggio della sua attività cerebrale e del suo sonno fecero però emergere capacità fuori dal comune: motivazione, concentrazione, capacità di modificare funzionamento di cuore, cervello e polmoni in base allo sforzo. Il protocollo di studio ebbe anche uno scopo di ricerca medica nella cura di alcune patologie: il fisico di certi atleti sottoposti a sforzi fuori del comune raggiunge livelli di stress e di infiammazione del tutto simili a quelli di una persona malata. Livelli che nei soggetti sani sono reversibili immediatamente. In quella condizione, gli scienziati possono essere in grado di sperimentare cure alternative, come la medicina iperbarica.

In una intervista al mensile Millionaire e a Repubblica (clicca sul link per leggere l’articolo) Vincenzo raccontò queste esperienze, suscitando stupore in chi lo intervistò: Vincenzo ad oggi è l’unico atleta italiano presente nella Hall of Fame Ultra Triathlon (clicca sul link per leggere l’articolo) e basta digitare su google “vincenzo catalano ironman” per trovare centinaia di pagine che raccontano dei suoi record e delle sue imprese. È stato più volte ospite di Maurizio Costanzo a canale 5 e in molte altre trasmissioni televisive su reti nazionali ed internazionali.

Non mangia prodotti di origine animale dal 1995 e sostiene che anche questo fattore contribuisca alla integrità del suo corpo e del suo spirito. Vincenzo è assolutamente convinto (e questo traspare da quasi tutte le interviste) che chiunque possa essere in grado di compiere le sue stesse imprese!

Nel 2018 si è iscritto al corso Mental Coaching organizzato da Bocconi Sport Team per iniziare un percorso che gli potesse permettere di entrare in possesso di tutti quegli strumenti, concetti e tecniche che, in maniera “grezza” e alquanto inconsapevole, ha applicato in tanti anni di gare. Questo percorso ha notevolmente arricchito il suo bagaglio culturale e concettuale e gli ha permesso di porre il Mental Coaching al centro delle sue attività, sportive e professionali. Vincenzo infatti è un imprenditore nel settore immobiliare ma a questa attività affianca anche quella di Personal Trainer (anni fa si laureò anche in Scienze Motorie).

Il suo approccio alla preparazione atletica, ora non può fare più a meno dell’approccio psicologico e di tutti i dettami appresi nei corsi frequentati in Bocconi. Anche la sua attività professionale, soprattutto in momenti di difficoltà, ha spesso beneficiato della cosiddetta “mente aperta”, concetto molto caro ai suo docenti Amanda Gesualdi e Alberto Biffi.

www.vincenzocatalano.com

Translate »