Naomi Bondi, Dottoressa in Scienze e Tecniche di Mental Coaching presso la nostra Università, ha superato la fase di qualificazione per la partecipazione al Contest “The Best Coach” organizzato da University Coaching® in collaborazione con Mental Training Italy. Ai seguenti link il Regolamento ed i Professionisti Partecipanti.

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“Mi chiamo Naomi Bondi, ho 34 anni e sono una Parental Coach. Il mio percorso è iniziato nel 2020, ma il bisogno in me è nato ben prima. Fin dalla tenera età ho riscontrato una grande difficoltà a gestire me stessa e le mie emozioni, a partire dalla scuola e la relazione con me stessa fino ad includere anche il mio amato sport, la pallavolo.
Ho sempre pensato che avrei voluto fare qualcosa per stare meglio, fino a che nel 2020 non mi parlarono della possibilità di fare un master alla Bocconi per diventare Mental Coach di primo livello. Nonostante rientrassi al lavoro dopo una gravidanza in pieno covid non potei perdere l’occasione. Fu un regalo che feci a me stessa per il quale non ho ancora smesso di ringraziarmi. Fatto quel primo passo ci fu la possibilità di diventare Mental Coach di secondo livello proseguendo il percorso con University Coaching e diventai Mental Coach Professionista. Per conseguire tale diploma ci fu chiesto di creare un progetto di Coaching e io non ebbi dubbi: Parental Coaching. La mia laurea in Educatore nei Servizi per l’Infanzia, i miei anni lavorativi spesi nei servizi e a contatto con i genitori mi mostravano chiaramente dove potevo agire e dove ero in grado di portare il mio supporto: il sostegno alla genitorialità.
Durante la mia seconda gravidanza si presentò la possibilità di laurearmi in Scienze e Tecniche di Mental Coaching presso l’Università Popolare degli Studi di Milano con University Coaching e cosi feci. Arrivata a quel punto non ebbi dubbi: mi licenziai e diedi spazio al cambiamento. Questo viaggio è iniziato in me e l’ho realizzato per me. Sono partita per aiutarmi a stare meglio con e sta proseguendo aiutando gli atri a realizzarsi quotidianamente stando bene con sé stessi. Ogni giorno che aiuto persone e lavoro con loro, aiuto me e lavoro su me stessa.”
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Se sei genitore o ti occupi quotidianamente di bambini ti sarai accorto che la vera fatica non è che sono super attivi, che urlano giocano saltano, nemmeno che piangono. La vera fatica è gestire noi mentre gestiamo loro!
Sapere che limiti porre, come farlo, come comunicare e sopportare il peso delle decisioni che prendiamo, e delle ricadute emotive che hanno su di loro (ma ancora di più su di noi). Quando diventi genitore ti senti ancora più figlio. Nel momento in cui devi mettere in campo il tuo essere genitore, saltano fuori i tuoi vissuti di figlio che tornano a presentare il conto. E se hai avuto dei genitori che ti hanno saputo vedere per la persona che sei, che ti hanno fatto sentire amato, ascoltato, curato e compreso, probabilmente ti sentirai libero di realizzare la tua versione cercando di accettare tutti gli errori che inevitabilmente farai impegnandoti per fare del tuo meglio.
Se i genitori che hai avuto, o l’infanzia che hai vissuto, ti hanno fatto sentire a disagio, non abbastanza, difficile, invisibile, poco importante, ecco che allora scegliere che genitore senti e credi sia giusto essere diventa complicato. Nessuno ti insegna ad essere genitore, ormai lo sappiamo, e non è una novità. Ti impegni, fai del tuo meglio e speri sia abbastanza. Questo vale per tutti. Indipendentemente da chi ti ha cresciuto. Ma la tua sfera emotiva nel diventare genitore può fare assolutamente la differenza.
Chiediti: so stare in relazione con l’altro? So capire e sentire lo stato emotivo di un’altra persona anche se diverso dal mio? So gestire me stesso così da essere una presenza che accoglie e non giudica? So fare le domande giuste? So ascoltare? So vedere la persona al di là dell’errore? Queste sono competenze importanti nella vita, ma diventano fondamentali nell’essere genitore. E come possiamo realizzare queste e tante altre competenze se nessuno ci può insegnare ad essere genitore? Sul campo, cimentandoti giorno dopo giorno e affiancandoti a qualcuno che ti capisce, ti accetta e ti accoglie aiutandoti così ad accettare ed accogliere te stesso in tutti i tuoi dubbi e difficoltà.
Io, Parental Coach, posso fare questo e molto di più. La mia Filosofia nel fare il Mental Coach è di essere competente, credibile e soddisfatta aiutando gli altri a credere in sé stessi ed essere determinati, mettendo il proprio benessere tra le priorità in ogni prestazione che andranno ad affrontare. In questo modo intendo starti accanto e affiancarti portandoti alla tua autonomia autentica ed ecologica. La mia vision comprende competenza, passione, qualità, ascolto, generosità, comprensione, empatia, presenza, attenzione, non giudizio. La mia mission comprende quindi equilibrio, benessere, potenzialità, risorse, pensiero positivo, gratitudine e consapevolezza, che è tutto quello che intendo passare a te e mettere in campo nel nostro percorso insieme poiché tu sei prezioso e questo viaggio vuole mostrartelo cosi che tu non lo perda mai di vista.
Come possiamo farlo? Insieme non potremo vivere ogni momento che sarebbe utile esplorare… No, esattamente, ma c’è un modo: le Pillole di Coaching. Cosa sono? Tramite specifici albi illustrati scelti accuratamente, potremo esplorare tanti momenti che nel leggerlo, accompagnano i bambini mostrando situazioni, emozioni e dinamiche. Ma, accompagnano anche noi. Grazie alle letture che faremo sorgeranno domande che poste adeguatamente ci permetteranno di scoprire mondi in te che forse nemmeno conoscevi. Ci permette allo stesso tempo di metterci in gioco, mettere in discussione il genitore che siamo e che vogliamo essere per realizzare la nostra vera genitorialità. Autentica, originale, ecologica, adeguata, competente e funzionale.
In questo modo apriamo una finestra sul mondo interiore del bambino mettendo da parte quella famosa domanda che quasi tutti si pongono “Ma perché fa così?” per passare al “Che cosa lo fa agire così? Come si sente? Come posso aiutarlo? Di cosa ha bisogno ora?”. Le Pillole di Coaching ci permettono di mostrare strumenti utili ai bambini per gestire le emozioni così che la loro cassetta degli attrezzi sia sempre ben fornita e revisionata.
Questi strumenti diventano la base su cui lavorare per sostenere loro e al contempo aiutare noi nel gestire loro, permettendogli di stare nella loro emozione anche se difficile, rendendoci capaci di stare accanto a loro nella confusione. Gli strumenti vanno adattati, come un vestito fatto su misura, così che siano specifici e non generici. La cassetta deve diventare nostra, esattamente giusta per noi. Esploriamo la dinamica che porta difficoltà o l’emozione tempestosa, dialoghiamo, individuiamo l’albo adatto e insieme costruiamo il vostro strumento. Partiamo? Vi aspetto!
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Se vuoi contattare Naomi Bondi scrivi a info@universitycoaching.it
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University Coaching® è un’Accademia di Alta Formazione che si impegna costantemente nella diffusione della Cultura del Coaching come strumento di Empowerment e Crescita Personale. La valorizzazione della persona, la crescita in consapevolezza, l’individuazione dell’obiettivo, sono alcune delle aree in cui il Coaching può fare la differenza.
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