Elena Gobetti sta completando la sua specializzazione con la nostra Academy ed ha superato la fase di qualificazione per la partecipazione al Contest “The Best Coach” organizzato da University Coaching® in collaborazione con Mental Training Italy. Ai seguenti link il Regolamento ed i Professionisti Partecipanti.

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Elena Gobetti crede nella bellezza dell’anima, nella gentilezza e nell’accoglienza. Crede che la curiosità apra orizzonti e allontani i pregiudizi. Ama l’armonia della natura e la genialità artistica. Ammira la forza, il coraggio, l’umiltà, la passione e la tenacia. Le piacciono le emozioni, le debolezze, le bugie bianche e le serate allegre.

Ha una esperienza pluriennale nella Consulenza Immobiliare, titolare della sua agenzia House4you dal 1998. Dal 2017 è anche Consulente d’immagine. I suoi servizi comprendono consulenze a privati e aziende, workshop per piccoli gruppi. Appassionata di lifestyle ha frequentato un master di Galateo e Buone maniere presso l’Università la Sapienza di Roma.

Docente volontaria di Storia della moda e Galateo dal 2020 presso l’associazione UNI3 del suo Comune di residenza. È interessata alle Discipline Bio Naturali (Primo Livello Reiki, Kinesiologia). Certificata Mental Coach di Primo Livello presso University Coaching. Attualmente iscritta al corso Mental Cach Pro. Il suo obiettivo è laurearsi in Scienze e Tecniche del Coaching. Percorso scelto principalmente per un desiderio di crescita personale, ma anche per poter aggiungere alle sue consulenze d’immagine degli strumenti utili a farle diventare performanti e realmente significative al raggiungimento degli obiettivi e di un benessere più profondo alle persone che le si rivolgono.

Ama studiare e formarsi. Ha frequentato un master in Neuroscienze e Psicologia Positiva della Moda e uno per la creazione di una “Psicopalette” personalizzata presso l’Accademia Consulenza Immagine di Ilaria Marocco. Tutti questi approfondimenti sono utili per arrivare alla creazione di un proprio metodo di Consulenza d’Immagine Integrata che ha come scopo l’incremento del benessere personale attraverso la creazione di un’immagine coerente all’unicità del cliente e che ne rispecchi e comunichi i valori ed i talenti.


Sono una Style Coach. Per chiarire meglio, per Style Coach intendo una Consulente d’Immagine, ma in versione super, iper, mega avanzata. La Consulenza d’immagine tradizionale, per chi non lo sapesse, è un insieme di tecniche e strumenti finalizzati a consigliare un cliente su come valorizzare la sua immagine personale e/o professionale. Il trasferimento di queste skills ha lo scopo di rendere autonomo il beneficiario nella gestione del proprio look e di farlo in modo performante, qualsiasi sia il suo obiettivo. Questo metodo presenta, però, due grandi limiti. Il primo è quello di essere troppo tecnico: tiene conto del fisico, dei colori naturali e delle posture del cliente, applica regole poco duttili e non tiene mai in considerazione gli aspetti emotivi, culturali e sociali della singola persona. Il secondo è quello di pretendere che il cliente impari a gestirsi in autonomia attraverso l’apprendimento di formule rigide, camuffate da consigli, raccolte in paragrafi dal titolo “Come fare per ….”, senza avergli fatto prima domande veramente efficaci e senza saper approfondire le reali esigenze nascoste nelle sue risposte.

Ho studiato e applicato tutte queste tecniche. I clienti uscivano soddisfatti e carichi dal mio studio con il report finale, a loro dedicato, nel quale potevano trovare pagine e pagine di consigli sui colori valorizzanti, sul make up da adottare, sul taglio dei capelli per rinnovare il look, e pieno di metodi per esaltare i propri punti di forza e camuffare i punti deboli. A volte, però, passato del tempo dalla consulenza, mi capitava di rincontrarli e mi accorgevo che la loro immagine era ritornata, con mio grande dispiacere e delusione, più o meno uguale a quella di prima. Fallimento! Più facevo consulenze e più mi accorgevo dei limiti del metodo.

Rivolgersi ad una Consulente d’Immagine avrebbe dato un reale beneficio? Stavo percorrendo una strada senza uscita? Poi ho fatto una riflessione: se gli abiti sono una cosa poco importante e superficiale perché non ci vestiamo tutti allo stesso modo? Gli abiti sono la nostra seconda pelle e svolgono molte più funzioni di quella di coprirci. Un fatto è certo, i vestiti comunicano e una comunicazione attraverso l’abbigliamento è efficace quando: trasmette messaggi chiari, suscita emozioni, stabilisce buone relazioni, convince l’interlocutore, consente di raggiungere obiettivi prefissati senza produrre conflitti.

Si deve partire dal desiderio del cliente e solo grazie all’approfondimento delle sue aspirazioni, dei suoi obiettivi, delle sue motivazioni, delle sue emozioni, del suo background, si riesce ad indagare nel suo profondo, aiutandolo a trovare un’immagine che rifletta in maniera efficace la sua personalità, e che porti anche al benessere emotivo, oltre che ad una semplice valorizzazione. Lo scopo, quindi, della mia nuova consulenza è l’incremento del benessere personale attraverso la creazione di un’immagine coerente alla propria unicità, che rispecchi e comunichi i propri valori ed i propri talenti. Non bisogna dimenticare che trasformare lo stile in un modo per comunicare l’essenza genuina del cliente, accresca la fiducia nel suo valore e la sua autostima. Quest’ultima è legata a vari modi di percepire sé stesso quali la capacità di accettarsi così come si è; la capacità di trattare sé stesso con gentilezza; la convinzione di avere e meritare dignità e rispetto; la percezione del proprio corpo e il senso di sé in generale; la capacità di agire in modo coerente con il proprio senso di sé.

Trovare un autentico stile personale garantisce la libertà di essere sé stessi e di comunicare in modo efficace la propria identità. Il mio obiettivo personale, quando acquisisco un cliente, è quello di aiutarlo a trovare la migliore immagine di sé partendo dalla propria identità, dalla propria realtà del corpo, dalle proprie emozioni, dai propri pregi e difetti. Per raggiungere tale obiettivo non devo soffermarmi sulla sostanza della moda, ma indagarne le sue funzioni, come ad esempio a cosa serva; quali bisogni soddisfi; come contribuisca all’espressione di sé e alla costruzione identitaria; come soddisfi l’interazione sociale; come aiuti a raggiungere gli obiettivi.

Molto importante: tenere ben presente che oltre ad influenzare la percezione che gli altri hanno di noi, l’abbigliamento aumenta anche le nostre capacità cognitive, rendendo le nostre performance migliori. Trovo entusiasmante la teoria dell’Enclothed Cognition la quale presuppone che gli abiti che indossiamo influenzino i nostri processi psicologici, portandoci ad assumere un comportamento coerente con il loro significato simbolico popolare. Questo significa che attraverso la pratica di questa teoria si possa imparare a vestirsi non per come ci si senta, ma per come ci si vorrebbe sentire.

Gli strumenti di Coaching che ho acquisito hanno contribuito a rendere efficace il mio metodo che mira a soddisfare il bisogno di auto-realizzazione che si cela dietro ad una semplice richiesta di consulenza d’immagine. Tali strumenti mi permettono di trasformare i desideri, le ambizioni o i sogni del cliente in obiettivi concreti e realizzabili. Il benessere attraverso il modo di vestirsi o stile, può essere appreso nella misura in cui diviene un obiettivo di vita ed è indipendente sia da variabili anagrafiche che da bellezza, ricchezza e salute.

L’abbigliamento gioca un ruolo importante nel modo in cui una persona pensa a sé stessa come ad un individuo unico e distinto. L’apparenza è, quindi, fondamentale nell’identificazione e differenziazione quotidiana. Descrivo con gioia l’esperienza che ho condiviso con una mia cliente. Insegnante in un istituto professionale, che stava per compiere cinquant’anni, ha chiesto il mio aiuto per gestire un problema che l’affliggeva legato alla sua immagine. Stava combattendo con una pesante alopecia che la stava rendendo completamente calva. Per una donna i capelli sono molto importanti, sono una parte di noi a cui teniamo tantissimo e consideriamo un fondamentale parametro per misurare la nostra bellezza. Nella prima fase conoscitiva mi racconta che non era la prima volta che le succedeva e che tutte le volte questo episodio era legato a dei potenti momenti di stress emotivo. Nel nostro incontro, nel quale si doveva instaurare un rapporto di fiducia e si dovevano individuare gli obiettivi, mi chiede semplicemente di essere aiutata a camuffare il suo problema utilizzando le tecniche della consulenza d’immagine.

Nella seconda fase, quella di decodifica, ho applicato le tecniche classiche di analisi colore, analisi della fisicità e analisi del visto. Contemporaneamente l’ho aiutata a conoscere, affrontare e cercare di superare tutte le eventuali interferenze che le avrebbero impedito di conseguire l’obiettivo. Attraverso la formulazione di domande efficaci ed un ascolto attivo, sono emersi aspetti ed esigenze più emotive rispetto alla semplice valorizzazione dell’immagine. Approfondendo le sue risposte abbiamo capito che il problema dei capelli era solo la punta dell’iceberg e bisognava principalmente lavorare più sul suo Sentire che sul suo Apparire.

Nella terza fase l’ho stimolata ad attivare le sue risorse e la sua creatività, l’ho aiutata ad ampliare le prospettive. È emerso allora che il suo bisogno principale era quello di sentirsi al sicuro, di ritornare ad apprezzarsi veramente e comunicare in primis a stessa e poi agli altri la sua ritrovata autostima. Con la tecnica della visualizzazione abbiamo così creato l’immagine ideale che l’avrebbe aiutata a raggiungere i suoi nuovi obiettivi. Nella quarta fase abbiamo trasformato tutte le opzioni in azioni concrete per realizzare lo stile e i risultati desiderati. Ho assegnato degli esercizi da fare come, ad esempio, la compilazione del “Diario delle emozioni vestite”, l’analisi del guardaroba e sessioni di shopping.

La quinta e ultima fase è stata fatta davanti a due bicchieri di prosecco. Abbiamo sempre monitorato il percorso, abbiamo gestito i cambiamenti e, insieme, tracciato la sua evoluzione e festeggiata. Le ho lasciato comunque un report come facevo con i clienti delle consulenze tradizionali, ma un report differente, più emotivo. I consigli parlavano di emozioni e modi di percepirsi, i colori non la valorizzavano solamente, ma la facevano sentire anche bene. L’alopecia? Passata in secondo o terzo o quarto piano. Al primo posto? Sé stessa e la gioia vestirsi per comunicare la sua genuinità.

Quanto fin qui appreso, mi permetterà di accompagnare le persone a raggiungere un ideale stato di benessere attraverso l’abbigliamento e di aiutare loro a mantenerlo nel tempo. Vorrei promuovere il benessere e la valorizzazione personale tramite gli abiti, così da aumentare la soddisfazione soggettiva legata all’idea di possedere un’immagine corporea positiva.

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Se vuoi contattare Elena Gobetti scrivi a info@universitycoaching.it


University Coaching® è un’Accademia di Alta Formazione che si impegna costantemente nella diffusione della Cultura del Coaching come strumento di Empowerment e Crescita Personale. La valorizzazione della persona, la crescita in consapevolezza, l’individuazione dell’obiettivo, sono alcune delle aree in cui il Coaching può fare la differenza.

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