Milena Murano è laureata in giurisprudenza, lo scorso anno ha concluso il corso per divenire Mental Coach di Primo Livello ed ora sta frequentando il secondo corso Mental Coach Pro. È una persona versatile, lavora da anni nel Claims di Generali e ha partecipato a diverse attività in azienda, tra cui la collaborazione ad un blog sulla D&I. A breve inizierà un’esperienza di formazione. In questo articolo ci propone un estratto della sua relazione sul libro Motivazione e Personalità di Maslow, un testo importantissimo per mettere delle basi significative nell’attività di Coaching.

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In questo libro Maslow affronta l’interessante tema dei bisogni fondamentali dell’individuo, strutturati all’interno della Piramide dei Bisogni Fondamentali. Una prima importante riflessione che mi ha indotto questo testo è che i desideri che abbiamo nella nostra vita quotidiana sono importanti come mezzi ad un fine e non sono fini in se stessi. I desideri che ci attraversano la mente molte volte al giorno, sono importanti per ciò che rappresentano e per ciò che significano. Uno studio sulla motivazione deve guardare ai fini ultimi inconsci, non tralasciando che un desiderio cosciente difficilmente ha una sola motivazione. E in effetti io stessa desidero guadagnare di più per partire per una vacanza o per comprare un’auto nuova, per conservare la stima in me stessa ed essere stimata dagli altri. Del resto ho sempre considerato il denaro come mezzo ad un fine e ora che ho una figlia, desidero guadagnare di più per offrirle maggiori opportunità di studio, una maggiore sicurezza, viaggi, possibilità di scelta. Trovo inoltre molto affascinate che ci sono prove antropologiche che i desideri ultimi di tutti gli uomini, sono molto simili tra di loro, al di là delle culture. Lo stesso avevamo visto valere per i 12 Archetipi, e trovo che sia entusiasmante sapere che siamo tutti accomunati da un sentire profondo, che ci rende tutti molto più simili di quanto a volte pensiamo!

L’uomo è un animale spinto sempre da desideri e raramente è completamente soddisfatto. Più spesso è animato da desideri, che una volta soddisfatti, vengono sostituiti da nuovi desideri. In pratica l’uomo, lungo tutta la sua vita, desidera sempre qualcosa. Maslow ci dice che desiderare significa che altri desideri sono stati realizzati e soddisfatti. Infatti un desiderio affiora alla coscienza se sono stati soddisfatti, o non soddisfatti altri desideri. Essi non sono isolati tra di loro, ma hanno una natura dinamica e non è possibile separare un desiderio dagli altri. I fini ed i bisogni inconsci sono gli unici fondamenti di classificazione validi per una teoria della motivazione. Questo mi induce a pensare che per me sarebbe molto interessante conoscere i miei bisogni inconsci e le mie motivazioni inconsce. Inoltre leggere questa parte sui desideri mi fa comprendere quanta strada ho percorso grazie al Coaching. Ricordo che in passato mi sono sentita dire che nella vita bisogna accontentarsi, essere felice per ciò che si ha. È qualcosa che ho sempre fatto fatica a comprendere, mi sembrava di dover rinunciare ad una parte di me, e ai miei sogni. Oggi che conosco come funziona la nostra mente e che ho studiato nozioni di psicologia positiva, riconosco il mio malessere di allora e sento che ora sono libera di desiderare e di vivere, in base a ciò che voglio per me. Questo non significa che non apprezzo quello che ho già di buono nella mia vita, ma solo che voglio lavorare per obiettivi e realizzare tutto ciò che desidero, o almeno provarci.

I bisogni fisiologici sono presi come punto di partenza di ogni teoria della motivazione. Tuttavia per Maslow non si può avere un elenco dei bisogni fisiologici fondamentali perché non tutti i bisogni sono omeostatici. Bisognerebbe ricordare che ogni comportamento legato al bisogno stesso, funge da canale per ogni altro tipo di bisogno. Quindi ad esempio la fame può rivelare il bisogno di protezione e di conforto. O al contrario si può soddisfare il bisogno della fame bevendo o fumando. Quindi i bisogni fisiologici sono isolabili, ma non completamente. I bisogni fisiologici sono i più forti e prepotenti di tutti gli altri e se un uomo ha diversi bisogni tra cui la fame, il bisogno di sicurezza, i bisogni d’amore e di stima, sentirà la fame più di ogni altro bisogno, anzi, tutti i suoi altri bisogni scompariranno e la stessa vita sarà definita in termini di fame. Scompariranno le arti, la filosofia, la libertà, l’amore e si penserà solo a procacciarsi del cibo. Quando invece c’è il pane, compaiono subito altri bisogni e saranno questi a dominare l’organismo. Una volta che questi bisogni saranno a loro volta soddisfatti, ne arriveranno altri ancora, più alti. È questo che si intende col dire che “i bisogni umani fondamentali sono organizzati in una gerarchia di prepotenza relativa.” Un bisogno soddisfatto non è più un bisogno. Ma ciò che domina un organismo e i suoi comportamenti sono i bisogni non soddisfatti.

Quando i bisogni fisiologici sono soddisfatti, compaiono una nuova serie di bisogni, definiti come bisogni di sicurezza: stabilità, protezione, libertà dall’ansia, dalla paura, bisogno di ordine, di legge, di un protettore forte, ecc. Anche questi bisogni possono dominare l’intero organismo e organizzare l’intero comportamento. Nella nostra società, l’adulto sano e fortunato ha un senso di sicurezza ben soddisfatto e questo bisogno non sarà un motivatore attivo. I bisogni di sicurezza invece sono attivi nei nevrotici e nei para-nevrotici, che vivono il mondo come ostile e pieno di pericoli.

I bisogni di sicurezza  possono manifestarsi nella società in momenti di caos sociale, di rivoluzione, di crollo di un’autorità, di guerra, di catastrofi naturali, di malattia. Credo che tutto ciò che abbiamo vissuto nell’ultimo anno abbia risvegliato questi bisogni, almeno nella prima ondata della pandemia, quando tutto appariva nuovo, strano e spaventoso. In altri momenti i bisogni di sicurezza si esprimono con il preferire lavori sicuri, risparmiare, fare un’assicurazione medica, o un’assicurazione per gli infortuni, o un’assicurazione per la vecchiaia, ecc.; oppure col preferire cose familiari e conosciute. Questi bisogni vengono soddisfatti anche dall’avere una religione ed una filosofia che collochino l’uomo nel mondo. Se i bisogni fisiologici e di sicurezza sono soddisfatti, si faranno largo i bisogni di affetto, di appartenenza e di amore. La persona inizierà ad avvertire un senso di solitudine, di assenza di amici e di amore e cercherà un posto in famiglia e nel suo gruppo, per realizzarli.

Una volta soddisfatti questi bisogni, crescerà il bisogno di autostima ed il bisogno di stima altrui. La soddisfazione del bisogno di autostima porta una maggiore auto-fiducia di essere una persona capace, forte ed adeguata. La mancanza di autostima invece provoca frustrazioni, sentimenti di inferiorità e di abbandono. È al tempo stesso molto pericoloso far dipendere la propria autostima dalle parole degli altri, senza che ci siano reali competenze e capacità. L’autostima più sana è quella che si basa sul rispetto dovuto dagli altri e non sulla adulazione o sulla fama. Quando, anche questi bisogni saranno soddisfatti, sarà possibile aspettarsi un nuovo stato di scontentezza. E ci sarà il bisogno di autorealizzazione, inteso come desiderio di essere tutto ciò che si è capaci di diventare. Naturalmente questo bisogno varia molto da persona a persona.

 

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