Marta Silvino – UC Ambassador – Mental Coach Pro; Laurea in Psicologia, Master in Psicologia dello Sport; Insegnante di Tennis, Educatrice Sportiva Olistica, Atleta di Tennis.

Mail: marta.silvino@universitycoaching.it

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Ho sempre desiderato far parte di un gruppo. L’idea di aggregazione, di condivisione, quel sentirsi tutt’uno e anche un po’ invincibili insieme. Da piccola ho però fatto fatica ad entrare in una comitiva nonostante gli “amici” abbiano tentato spesso di trascinarmi con loro. Complice il mio lato introverso e, le prime passioni per il teatro e il tennis. Tutte le volte che osservavo mio fratello che, aveva un gruppo di amici saldo con cui condivideva i pomeriggi e, i compagni di classe che si organizzavano per feste e giochi in cortile nella pausa scolastica, dentro di me sentivo il desiderio di farne parte.

Ad oggi se ritorno a quei momenti e mi osservo in casa, con un libro in mano, di rientro da un allenamento o, circondata da persone più grandi di me che stimolavano la curiosità per il mondo, avverto la paura del rifiuto e il timore del giudizio. Essere parte di qualcosa voleva significare dare voce ad un sentire comune, essere in grado di riconoscersi nel gruppo ma essere allo stesso tempo un’entità distinta, essere riconosciuto come parte importante, accolta, ascoltata e supportata. Questo tema mi è molto caro un po’ perché abbraccia la me di un tempo e un po’ perché mette in luce un desiderio che sento forte e importante per la mia crescita individuale, in seguito anche ad esperienze personali recenti: “Da soli si va Veloci ma, Insieme si va più lontano”.

Sempre più spesso sentiamo parlare dell’importanza del Team. Ma cosa rende un Team coeso e cosa lo porta ad essere un Dream Team? Queste riflessioni non riguardano più solamente i “piani alti” di una azienda, gruppi di lavoro universitari o, docenti (per fare solo alcuni esempi) ma, anche i Teenager di oggi. Indirizzare i ragazzi sin dalla tenerissima età a “fare gioco di squadra” credo sia importante per la sensibilizzazione che ne deriva nei confronti dell’altro, ma anche per sviluppare il coraggio nel dare voce al proprio sentire permettendo, attraverso il Team, di conoscere la propria identità.

Come Insegnante di Tennis Olistico da un po’ di tempo sto osservando i ragazzi iscritti ai nostri corsi, e noto, per qualsiasi livello e fascia di età, un denominatore comune: l’incapacità e la difficoltà di lavorare in gruppo. Hanno timore, non soltanto nel rispondere alle domande che gli poni in riferimento all’allenamento appena svolto, ma anche a comunicare tra di loro. In particolar modo la difficoltà riguarda l’esternare ciò che si prova o come ci si è sentiti riguardo un determinato esercizio appena svolto. Va di pari passo l’incapacità nel sapere ascoltare quando l’altro parla, rispettando il suo spazio e al contempo lo spazio che insieme all’insegnate si crea per condividere. Per questo motivo ho deciso di dedicare all’inizio di ogni allenamento una parte al Team Teen Building: vengono proposti dei giochi dove ogni atleta risulta fondamentale per la riuscita. Questo tipo di attività mi permette anche di conoscerli meglio, osservando come si comportano all’interno di un contesto diverso e sfidante, non solo per la componente di Team, ma anche per le attività proposte che spesso sono lontane dalla sfera tennistica.

 

Ecco alcuni esempi:

  • Creare una costruzione con gli oggetti a disposizione. Per renderlo più sfidante si può chiedere loro di creare all’interno di uno spazio preciso e, la costruzione dovrà avere delle caratteristiche precise.
  • Creare il proprio logo. Questa attività stimola molto il loro lato creativo.
  • Caccia al tesoro.
  • Argomenti di confronto. Il moderatore Coach, sceglie il tema della conversazione. I ragazzi passeggiano in ordine casuale all’interno dello spazio. Allo stop si fermano e iniziano a conversare, per due minuti, con la persona più vicina sull’argomento scelto. L’attività si ripete due o tre volte cambiando argomento, e volendo, facendo scegliere il tema ai ragazzi. Ho notato che con questo tipo di attività emergono simpatie e antipatie e, cercano durante la passeggiata di restare il più possibile vicino al compagno che preferiscono.
  • Creazione di una giornata di allenamento. Ogni Team deve creare una giornata tipo di allenamento contenete più dettagli possibili. Il loro ruolo è quello di impersonare un Club che accoglierà i migliori giocatori. Quando ho proposto questa attività ho potuto osservare chi tiene molto allo sport che pratica, e chi, con la sua fantasia, ha creato una pizzeria, un punto ristoro, dove il focus era tutt’altro che allenarsi ma, mettendo comunque in campo il proprio desiderio. Mi sono divertita molto durante la loro esposizione!

Queste sono solo alcune delle attività proposte che spronano i ragazzi ad interagire tra di loro anche in un contesto sportivo e, in uno sport individuale come il tennis. Esistono momenti in cui “si sta Insieme”; ci si allena in gruppo, si hanno degli allenatori, si è in un contesto Club in cui si creano delle dinamiche. Attraverso lo strumento del Coaching sperimentano l’importanza della collaborazione, il senso di responsabilità e rispetto verso sé stessi e gli altri, lo Spirito di Squadra e il ruolo prezioso che ogni individuo riveste nel contesto Team. Il Coaching è così proposto e appreso attraverso la pratica sportiva in modo divertente e coinvolgente.

La mia riflessione ultima è quindi di portare l’attenzione su questo aspetto anche tra i ragazzi di oggi perché credo che le difficoltà che riscontriamo poi, in una azienda o, in un contesto più specificatamente lavorativo, siano dovute alla non conoscenza di cosa vuol significare “Team” e probabilmente alle difficoltà nella interazione, collaborazione e condivisione con gli altri. Quella che è la mia esperienza, lontana dalla piccola me, è che non esiste risorsa più bella del poter far parte di un Team, sento una profonda ricchezza e gratitudine per la mia crescita personale professionale. Condividere permette di vedere sé stessi, e ogni cosa che ci sta attorno, con occhi diversi.

Grazie ad Accademia Sport Olistico e University Coaching!!

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Marta Silvino scrive anche per la nostra Rivista “You See“.

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