Stephen Covey diceva che noi siamo gli strumenti della nostra performance. La prestazione può assumere per ognuno un significato diverso in base al ruolo professionale che si riveste. Ancor prima dell’aspetto professionale la performance rappresenta a tutto tondo la nostra quotidianità, perché in ogni momento che viviamo siamo chiamati a performare.

Al di là del ruolo che rivestiamo nella maggior parte del nostro tempo ognuno di noi è in prima considerazione una persona, alimentata da emozioni, che incontra delle difficoltà e ha la necessità di sperimentare delle strategie per affrontare i suoi piccoli o grandi disagi, per migliorare un aspetto rilevante della propria vita. Il parallelismo è necessario per comprendere la ricchezza fornita dal Mental Coaching: non si procede per settori separati perché il coaching ritiene che tutto è uno, e uno è tutto, e riuscire a sbrogliare il nodo di una matassa nella sfera professionale significa migliorare un aspetto significativamente importante della propria vita e del proprio benessere globale.

Tutti gli strumenti forniti da un percorso di Mental Coaching sono spendibili nel breve, medio e lungo termine e adattabili ad ogni esigenza. Il viaggio che si snoda attraverso il Coaching è una scoperta continua, e curiosa, di se stessi. Si va in contro ad un cambiamento e ad un migliore adattamento. Durante questo viaggio è necessario avere un intento chiaro: “dove sto andando?”. Avere chiara la meta permette di stilare un piano di azione efficiente. Essere chiari nella domanda permette di ricevere una risposta altrettanto chiara.

Iniziare ad immaginare il proprio piano di azione è un passo importante per la concretizzazione: “se immagini, puoi!”. L’interesse del Coach non è volto ad indagare gli aspetti “patologici” della persona ma, è rivolto ad indagare le potenzialità che permetteranno alla persona di raggiungere ciò che desidera. La realtà presente fa da protagonista. Ciò che è stato fa da Maestro, ma è premura del Coach rendere il viaggio, nel qui e ora, eccellente. È nel presente, e sul presente che possiamo agire!

Il percorso di Coaching è soggettivo. L’individuo è chiamato ad interrogarsi attraverso un lavoro introspettivo, mettendosi in gioco con lealtà e fiducia individuando e intraprendendo la propria strada che è, la propria personale vocazione. Chi sono? Quali sono i miei valori? I miei valori personali sono individuabili anche nella professione che svolgo? C’è sinergia tra ciò in cui credo, sento, faccio e dico sia professionalmente che non?

Il Papa stesso ci parla di impegno in una intervista fatta dalla Gazzetta dello Sport: “Il talento è niente senza applicazione. La storia, non solo quella sportiva, racconta di tanta gente di talento che si è poi persa strada facendo come racconta la parabola di Matteo in cui Gesù ci appare come un allenatore esigente: se sotterri il talento non fai più parte di una squadra”. In questa riflessione troviamo alcuni spunti che si fondono con quella che è la filosofia proposta dal Coaching. La prima riguarda l’impegno personale necessario per raggiungere l’obiettivo desiderato. Occorre pazienza, ascolto, coraggio e passione, unicità e umiltà, perseveranza. Il talento, riconosciuto anche con il termine potenzialità, è insito nella ricerca ed esplorazione del Coach che attraverso un lavoro di squadra con la persona, mira a far emerge l’eccellenza. Gli insegnamenti appresi attraverso un percorso di Coaching vengono interiorizzati solo se, viene fatta esperienza.

Ognuno di noi ha insito in se stesso tutta la forza e la capacità necessaria per essere artefice del proprio destino. Difronte le difficoltà è necessario sviluppare una mentalità e un atteggiamento che reagisca al cambiamento con un nuovo adattamento. In ogni momento possiamo esprimere la migliore versione di noi stessi. Il sentiero che iniziamo ad imboccare con il Mental Coaching diventa passo dopo passo una via che, a sua volta si trasforma in una strada. L’invito del coaching è di imboccare i sentieri che più ci appartengono, deviare per le vie con coraggio creando ogni giorno il proprio viaggio.

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Articolo di Marta Silvino – UC Manager Area Psicologia – Mental Coach Pro

Marta Silvino per UC 

Mail: marta.silvino@universitycoaching.it

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